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ANALISI COT REPORT del 02.07.2023




-CONTESTO

Giro di boa per i mercati finanziari che entrano nel secondo semestre di questo 2023, i temi restano fermi sull’inflazione mondiale, sulla possibilità di una recessione economica globale e sulle decisioni di politica monetaria che saranno prese dalle banche centrali.

In occidente abbiamo vissuto il forum della BCE, dove i maggiori banchieri centrali , tra i quali Powell la Lagarde e Baily hanno rinnovato il loro impegno per una lotta rigida all’inflazione, che rimane il primo nemico di una crescita sostenibile nel tempo.

Inutile produrre ricchezza se questa deve essere spesa per un maggiore costo del debito sovrano, per una costante svalutazione ed un innalzamento dei prezzi delle materie prime, pertanto non si guarda alla crescita economica o alla produttività, ma solo al contenimento dei prezzi a qualsiasi costo.

In America l’inflazione , nel suo dato più ampio ( CPI ) si è attestata al 4.0% ,valore più basso dal marzo 2021 dato incoraggiante anche per i valori core che si sono attestati al 5.3%, tuttavia risultano lontani i target del 2%, cosi come in Europa dove il CPI passa al 5.5% , ma non si hanno gli stessi valori incoraggianti sul fronte core , dove si rimane al 5.4% dal 5.3% precedente, infine nel regno Unito si rimane fermi al 8.7% per il CPI il che pone in seria difficoltà la BOE che ha alzato il costo del denaro di 50Bp nell’ultima riunione.

Il quadro occidentale pertanto vede il Regno Unito come fanalino di coda, mentre forti speranze vengono riposte nell’operato della FED che sebbene abbia preannunciato un ulteriore aumento del costo del denaro alla prossima riunione, sembra non aver convito gli operatori che continuano a scommettere su un cambio di politica monetaria non cosi lontana.

Nella nostra consueta rubrica settimanale dedicata alla lettura del posizionamento dei Big Players sul mercato dei Futures non possiamo non mettere in evidenza le ricoperture che si stanno palesando sugli indici americani special modo per il mondo tech, ma procediamo con il consueto ordine.



- FOREX:

il comparto valutario ripone le sue speranze nelle sterline, con i non commercials che accumulano posizioni long da settimane, sulla scia di prospettiche decisioni di politiche monetarie mirate a forti rialzi dei tassi di interesse anche oltre il 5%, con proeizioni che mirano ad un tasso ultimo del 6%, non da meno il dollaro Usa che copre ancora importanti spazi nel portafoglio dei Big Players in virtù di interessanti tassi di interesse ancora oltre il 5% per molto tempo a quanto afferma Powell, mentre rimane fanalino di coda lo yen giapponese dove le politiche monetarie iper accomodanti confermate da Ueda al Forum BCE sembrano non dare speranze agli operatori che continuano a vendere yen in attesa di una reazione della BOJ.





EURUSD

Posizioni stabili per Eurusd, con 145028 contratti netti long, con un differenziale di soli 59 contratti rispetto alla scorsa settimana.

Questa fase di indecisione si rispecchia nella price action con quotazioni che rimangono ferme tra i massimi di 1.1180 e i minimi di 1.0630

La fase di compressione dei prezzi porta ad un trading range molto stretto che nel più breve termine trova supporti a 1.0825 e resistenze a 1.1050, lasciano primissimi punti di resistenza a 1.10 figura e supporti a 1.0890. solo i break out dei citati livelli potrebbe dare il giusto impulso direzionale ad un asset che sembra fermo in attesa degli eventi.





GBPUSD

Speranze rialziste per la sterlina, che trova le mani forti in acquisto con 51994 contratti long, e un incremento di ben 5386 contratti nella sola scorsa settimana, evidenziando un cambio di tendenza deciso visti i volumi settimanali sui massimi nella penultima settimana.

Il quadro tecnico conferma la prospettiva rialzista, con un fascio di medie rivolto verso l’alto e prezzi che trovano supporti sui 1.2590 chiudendo la settimana sopra la mm21 completato una flag ribassista preludio ad allunghi che devono approdare in primis a 1.2760 e poi a 1.2875 per sperare in break out ulteriori.





YENUSD

Ancora senza speranza lo yen giapponese, che continua a trovare vendite da parte delle mani forti che oramai hanno portato le quotazioni non lontano dai minimi di 0.009610, a sfidare chiaramente la boj ad un intervento di sostegno della valuta nipponica. Le posizioni si sono spinte fino ai -112870 contratti short.

Solo interventi decisi della BOJ potrebbero portare le quotazioni verso le resistenze di 0.0071500 e 0.0072752





AUDUSD

Quadro più incerto per il dollaro australiano, che vede le mani forti in netta ricopertura del posizionamento short tenuto per questo 2023, con una settimana da 10192 contratti long, ma una posizione netta ancora short a -39424 contratti.

Si attente la prossima settimana la decisione della RBA sui tassi di interesse che nell’ultima riunione sono stati alzati a sorpresa di 25 bp , proprio per combattere un’inflazione che risulta ancora sui livelli di di massimo.

Il quadro tecnico resta incerto , con un grande laterale , compreso tra i supporti di 0.6640, ed estensioni a 0.6530-0.6475, mentre le aree di resistenza si pongono a 0.6830 con estensioni a 0.6920.





CADUSD

Attenzione al dollaro canadese che vede ampio interesse da aprte delle mani forti, non lontane dal cambio di sentiment, da posizioni nette corte che la scorsa settimana si attestavano a -33543 contratti agli attuali -2847, con una ricopertura importante di 30696 contratti, interesse massimo per la settimana che si sta chiudendo.

Anche la prica anction conferma lo scenario rialzista per il dollaro candese che trova supporti a 0.7535. ed eventuali affondi ribassisti troverebbero ancora il poc del composite annuale a 0.75 figura a fare da supporto, a difesa dei minimi di 0.7375 e 0.7240.

Potenziali ulteriori allunghi rialzisti vengono collocati in primi s a 0.7635-40 prima di valutare ulteriori estensioni.


CHFUSD




NZDUSD





- EQUITY:


Cambi di rotta per il comparto azionario, le mani forti dopo mesi di posizioni nette corte viste in particolar modo sull’SP500 sembrano ora cambiar idea ed allinearsi al mood rialzista. Le forti ricoperture potrebbero ora dare importanti boost rialzisti agli indici Usa che tuttavia dovranno avere il via libera della FED ora ancora intenzionata ad inasprire le politiche monetarie, il che rimane un pericolo per i traders rialzisti.

Il quadro di questa settimana, rimane tuttavia impostata a rialzo sull’intero comparto.








S&P500

Ancora una settimana di ricopertura con ben 31081 contratti netti long, che portano la posizione totale a 208250 contratti netti corti. Quarta settimana consecutiva di acquisti per le mani forti che risorgono dai minimi di -434170 contratti short.

La price action conferma la ripartenza rialzista con un netto trend up, guidata da un canale rialzista netto , sostenuto dalle mm 200-100-21

I primi punti di supporto si collocano a 4365 pnt e ancora a 4272 pnt, ma lo sguardo sembra rivolto al break out rialzista dei massimi di 4500 pnt.








NASDAQ


Continuano gli acquisti nel mondo tech, dopo gli ultimi dati sul PCE Usa che ha dato imprintig rialzista al comparto Usa alimentando le speranze di un prossimo cambio di paradigma per la FED. I buoni dati sui prezzi al consumo hanno sostenuto il già fortissimo mondo tech, che trova le mani forti in posisione netta long a 17242 contratti, con un’incremento di ben 1249 contratti nella sola scorsa settimana.

Il quadro tecnico appoggia la teoria rialzista, con un ottimo trend sostenuto da un canale rialzista e dal fascio di medie 200-100-21 che spinge a rialzo. I primi supporti tencini li troviamo a 14784 pnt, ancora a 14452 pnt e a 14080 pnt, mentre si segue il potenziale break out rialzista dei massimi di 15477 pnt.









- COMMODITIES:

per il comparto commodities non possiamo non evidenziare le ricoperture long sul Ngas che vede le mani forti con 16515 contratti netti lunghi nella sola scorsa settimana. Per il settore energy, il ngas sembra prediletto rispetto al wti che rimane ancora fermo nel trading range.







GOLD

Per i metalli come il gold ancora tempi difficili, con le mani forti che non scommettono sul gold, dati i piu attraenti rendimenti del mercato obbligazionario e all’appetito momentaneo per il dollaro USA.

Le quotazioni vanno al test del poc del composito a 1890$, battendo il loro minimo a 1890$, e lasciando le resistenze di 1943$ come primo potenziale approdo per i respiri che potrebbero essere solo preludio ad ulteriori allunghi ribassisti. Ultimo baluardo per un trend ribassista sembra collocarsi a 1979$










-OBBLIGAZIONARIO USA








- CORRELAZIONI OPEN INTEREST








buon trading

Salvatore Bilotta

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