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COME SONO POSIZIONATI GLI ISTITUTIONAL PRIMA DELLA BCE

ANALISI COT REPORT del 10.09.2023






-CONTESTO

Indubbio focus la prossima settimana per i dati sull’inflazione USA e per la BCE chiamata al primo incontro ufficiale dopo la pausa estiva, appuntamento che la trova in preda alla più assoluta incertezza.

Sebbene la BCE , nelle parole della Lagarde sia stata fino ad oggi tra le più trasparenti banche centrali nelle sue dichiarazioni ed intenti spesse volte anticipati anche di una riunione, oggi sembra aver perso quella sicurezza nella direzione da perseguire.

La necessità di ridurre l’inflazione, ed un’economia che aveva superato le incertezze della crisi energetica dello scorso inverno avevano dato alla BCE la forza e la determinazione per dichiarare apertamente rialzi tassi senza paura fino al raggiungimento del target inflattivo del 2%, ma oggi lo scenario è profondamente cambiato e le incertezze fanno da padrone.

Da un lato si addensano le nubi del prossimo inverno e nuovamente si mette in discussione la capacità di gestire una crisi energetica che ci vede ancora legati al Gas ed ai combustibili fossili ( ed ai loro prezzi), dall’altro lato la congiuntura macroeconomica è in profonda crisi, con la Germania questa volta a fare da zavorra per tutto il blocco europea a causa di un rallentamento globale che vede coinvolta anche la Cina partner commerciale indiscusso della Germania , ed ecco che il bisogno di combattere l’inflazione si scontra con la necessità di salvaguardare il tessuto economico europeo al momento fragilissimo.

Sarà dunque pausa per i rialzi tassi da aperte della BCE?



- FOREX:

il comparto valutario trova i non commercial concentrarsi sullo scarico di posizioni euro, con un Open Interest short questa settimana dando ancora vita a riduzioni di posizioni nette long, non da meno le posizioni short sulle oceaniche sembrano dominare ancora la scena, special modo per il dollaro australiano , mentre nessuna vera inversione avviene sullo yen giapponese che resta solo in attesa di interventi da parte della BOJ


EURUSD






Posizioni che abbandonano defiitavamente le massime esposizioni nette long e con una settimana caratterizzata dalle vendite di ben 10448contratti , la posizione netta si porta a 136231 contratti long, che di certo è ancora lontano dall’essere una posizione netta corta, ma mette in guardia il portafoglio per l’imminente riunione della BCE.

Questa settimana osserviamo anche la contro parte, ovvero il mondo retail che ha incrementato le sue posisioni long passando da un 69% long di lunedi al 72% di venerdi, il che completa il quadro per uno scenario ancora ribassista, che dovrà ovviamente essere confermato dalle parole della Lagarde.



GBPUSD






Cambia il vento anche sulla sterlina dopo che Baily ha messo in dubbio la possibilità di un rialzo tassi alla prossima riunione della BOE anche in questo caso , per via della delicata congiuntura macroeconomica del paese che mette in risalto la speranza che un rallentamento globale possa far rallentare la corsa dei prezzi in maniera naturale.

I non commercials riducono di 2017 contratti la posizione netta long che passa ora a 46384 contratti.

La controparte retail esegue alla perfezione il suo ruolo e incrementa il posizionamento long dal 54% al 70% aprendo quindi la porta a potenziali scenari ribassisti.

Il quadro tecnico rimane ribassista con le resistenze chiave poste a1.2510-1.2525, per poi trovare la parte alta della HVA a 1.2586 , ovviamente restano da monitorare i minimi di 1.2447 per eventuali break out ribassisti



YENUSD






Poco da fare per lo yen giapponese che trova solo timide prese di profitto per lo yen giapponese che resta un only short per le mani forti con 97136 contratti netti corti, in attesa che la BOJ entri concretamente sul mercato per comprare yen, come dichiarato la scorsa settimana.

In attesa della boj il mondo retail accumula posizioni long con un 71% dal 66$ di lunedi, sperando che ora possano avere sollievo dopo settimane di posizioni rialziste.

Il quadro tecnico rimane ribassista per il futures yen con chiusure settimanali sui minimi di 0.0067730 con le resistenze che restano a 68155 e 68445


AUDUSD






Ancora vendite per il dollaro australiano , incastrato tra la RBA che continua a lasciare i tassi di interesse fermi e una difficile congiuntura macroeconomica guidata dal rallentamento del mercato immobiliare, e dalla difficile situazione dei partner asiatici. Sebbene l’inflazione resti alta, la RBA preferisce non colpire ulteriormente l’economia dando sfiducia agli operatori che si posizionano netti short con 83537 contratti , incrementando la sola settimana scorsa ben 13352 contratti.

Inesorabile la controparte retail che si posiziona con un 77% long rispetto al 61% di lunedi, segnale di potenziali allunghi ribassisti , che potrebbero portare al break out dei minimi di 0.6360,mentrre restano inviolate per ora le resistenze di 0.6409 e 0.6425


CADUSD






Anche la BOC lascia invariato il costo del denaro con un 5% in attesa che l’economia mondiale in rallentamento faccia calare l’inflazione , opzione che non piace ai non commercials che restano short con 24963 contratti ,mentra il mondo retail rimane long al 62$ sebbene dobbiamo constatare importanti prese di profitto dal 75% long di lunedi, movimento dettato specialmodo dai dati sulla disoccuapazione di venerdi che lasica aperta la speranza di un cambio di rotta della BOC.

Quadro di inversione per il dollaro canadese dunque che attacca le resistenze di 0.7325livelli ora supportivi che potrebbero rilanciare il canadese al test dei livelli di 0.7350 e 0.7375


CHFUSD



NZDUSD



USD DOLLAR






- EQUITY:

il comaprto azionario ha vissuto una fase di grandi ricoperture delle posizioni nette corte che hanno trovato impreparati gli operatori che credevano nella prossima recessione Usa, ma ora sembra che la corsa delle quotazioni sia stata eccessiva rispetto alle prospettive di realizzazione degli utili futuri. Settimana dunque di vendite per i non commercials che riprendono il loro credo short con esposizioni nette corte su questi tutti gli indici fatta eccezione per il tech.


Il focus rimarrà sui dati sull’inflazione Usa di questa settimana che saranno discriminante per la FED sulle prossime decisioni da prendere. Se i prezzi dovessero dimostrarsi resilienti e ancora l’inflazione core rimanere alta, sarà probabile uno scenario di risk off, dove gli operatori credano in una FED falco capace di ulteriori rialzi tassi e allora le vendite potrebbero essere copiose e portare i listini verso un settembre rosso.


S&P500




NASDAQ




DOWJ





RUSSEL




VIX







- COMMODITIES:


Scena dominate dal wti che con il taglio della produzione da parte dell’Arabia saudita e della Russia per un totale di 1.3Mln/b mese porta gli istituzionali a crede nella corsa dei prezzi, con posizioni nette long in aumento .


- CRUDE OIL




Il Crude oil trova i non commercials lonf per 299322 contratti con un aumento di ben 58417 contratti rispetto alla precedente settimana, con le quotazioni che restano a testare i massimi di 88$, e solo una violazione degli 86$ potrebbe dare vita ad interessanti prese di profitto, mentre il break out dei massimi aprirebbe gli scenari più probabili di corsa ai 90$


NATURALGAS



BRENT



GOLD




SILVER



PALLADIO



COPPER



- OBBLIGAZIONARIO SOVRANO USA


2Y



5Y


10Y



30Y



buon trading

Salvatore Bilotta

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