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OBBLIGAZIONARIO E RISK OFF




ANALISI COT REPORT del 09.07.2023


-CONTESTO

Ci avviciniamo a grandi passi verso le trimestrali USA che faranno luce sullo stato di salute delle aziende americane dopo questo Q2 che ancora trova politiche monetarie aggressive contro un’inflazione che rimane vischiosa in buona parte del mondo e che resta la priorità per i banchieri centrali occidentali.

Nelle ultime battute della scorsa settimana non possiamo non richiamare l’attenzione sui dati macro economici che sono stati pubblicati, dati che hanno generato on poca volatilità sul dollaro Usa e sul mondo obbligazionario, partiamo con i PMI che ancora manifestano una frattura tra il mondo manifatturiero in palese difficoltà, con dati in pieno rallentamento e sotto le soglie di 50 ad evidenziare la contrazione economica per la totalità delle economie principali G20, mentre dall’altro lato ancora i servizi che danno spinta fortissima all’economia mondiale, special modo per gli USA che trovano nel comparto service il motore trainante dell’economia con dati che sorprendono positivamente , ma pongono le basi per una FED potenzialmente ancora aggressiva.

A placare gli animi , e al contempo a generare maggior confusione, i dati sul mercato del lavoro USA, che venerdì ha mostrato ancora una disoccupazione sui minimi al 3.6% in calo rispetto al precedente 3.7% , ma condita da meno posti di lavori di quanti se ne potesse sperare special modo dopo gli ADP di giovedì che avevano dato quasi 500K nuovi ruoli paga. La delusione è stata forte ed il mercato ha repentinamente penalizzato il dollaro Usa spegnendo le speranze di ulteriori forti rialzi dei tassi di interesse.

Non di meno il comparto obbligazioni prosegue nella sua impostazione recessiva, con i rendimenti di brevissimo che vanno sui massimi e manifestano forti timori per una possibile recessione in questo 2023 dettata da banche centrali non certo intenzionate a ridurre la loro presa sul costo del denaro.



FOREX:

il comparto valutario manifesta poche direzionalità nette, ma semina dubbi su quello che potrebbe essere il secondo semestre del 2023 ancora da disegnare. Le linee guida al momento sembrano essere dettate da un dollaro USA che non trova ancora veri motivi per essere comprato come nel 2022, con delta tassi appiattiti nei confronti delle altre majors concorrenti. Ancora dubbi sullo yen giapponese che giunge sui minimi e che trova ora respiri tecnici prematuri per essere definiti inversione, mentre esplode la voglia di comprare dollari canadesi alla vigilia delle decisioni della BOC.



EURUSD





I non commercial non danno grandi spinte alla moneta unica, ricordando sempre che le posizioni che leggiamo sono rilevate il martedi, potrebbero essere ancora non comprensive delle dinamiche di venerdi dopo i NFP. Tuttavia si rimane stabili sui 142837 contratti netti long.

Il quadro tecnico esprime maggiore forza rialzista, generatasi però venerdi dopo i dati sul mercato del lavoro Usa, con le quotazioni che si sono spinte fino alle prime resistenze a 1.0975, livelli oltre i quali potremmo assistere ad allunghi fino 1.1015 per poi trovare i massimi del 2023 a 1.1090-1.11


GBPUSD





Stabili anche per la sterlina le posizioni dei non commercials che restano netti long a 50265 contratti, con piccole prese di profitto questa settimana di soli 1729 contratti.

Il quadro tecnico anche in questo case esprime le vendite di dollari USA che danno slancio al Pound portandolo al test dei massimi di 1.2850, livello oltre il quale potremmo assistere ad allunghi rialzisti e nuovi massimi con target di medio periodo a 1.3190



YENUSD





Ancora affondi per lo yen giapponese che non trova ancora inversioni di rotta per i non commercials, ma come sempre dobbiamo ricordare che on sono posizioni semplici da girare per i big players che sono forse la parte più lenta del mercato , il che li lascia ancora in posizione corta a -117920 contratti.

Il quadro tecnico , più veloce ovviamente mostra già interessanti prese di profitto, da un lato i movimenti ribassisti di usdjpy sono dettati da un dollaro USA debole, e dall’altro lato dai primi tentavi di prese di profitto dello yen giapponese, con le quotazioni che ora si portano a 142.00 figura e potrebbero estendersi sui supporti a 141, livello oltre il quale si potrebbe affondare a 138.40-50.


AUDUSD





Posizioni corte per il dollaro australiano che non trova fiducia nei non commercials, che mantengono ancora posizione netta corta con -44582 contratti.

Anche il quadro tecnico è meno chiaro rispetto alle altre majors, lasciando le quotazioni in pieno trading range tra 0.68 e 1.6550-0.65 figura.



CADUSD





Maggiore interesse per il dollaro candese dove i non commercials cambiano sentiment con posizioni ora nette long, a 4527 contratti , con un incremento di 7374 contrati nella sola scorsa settimana. come sempre inversione anticipata da un enorme picco nell’open interest visto la scorsa settimana.

Il quadro tecnico che stava mostrando tentativi di usdcad di recupero dai minimi è stata distrutta da una debolezza estrema di dollari Usa e forza del canadese tale da portare le quotazioni dai 1.3390 a 1.3275 con un movimenti di 100 pips in una sola seduta. Si aprono ora scenari ribassisti oltre i minimi di 1.3270 a 1.32 figura e 1.3150.



CHFUSD





Un diffuso sentiment di risk off sui mercati finanziari mondiali, confermato da un azionario in respiro ribassista, un obbligazionario in caduta libera e uno yen in spolvero, viene completato da un franco svizzero nuovamente in acquisto con 1542 contratti long questa settimana e una posizione netta di -3404 contratti.

Le quotazioni di usdchf affondano ovviamente sotto i supporti primi a 0.8900 per tentare ora allunghi verso 08825 minimi di maggio 2023



NZDUSD





Passaggio a posizioni nette lunghe anche per il dollaro neozelandese con i non commercials che comprano 1661 contratti netti long questa settimana e passano con una posizione netta a 830 contratti .

Il quadro tecnico resta non brillante e abbastanza sporco con le medie mobili ancora compresse, ma i tentativi di rottura rialzista di 0.6225 potrebbe portare ad allunghi rialzisti fino 0.63 figura.



- EQUITY:

Il comparto azionario USA respira dopo settimane rialziste senza sosta, con i timori ora di una FED ancora aggressiva e di una congiuntura economica messa a dura prova in questo secondo semestre 2023, ma non possiamo negare che doverose prese di profitto sul mercato erano necessarie. I non commercials lasciano ancora molti dubbi sui loro intenti andando a ricoprire da un lato le posizioi short Sp e dall’altro a vendere ancora tech, come a bilanciare un posizionamento che non ha portato grandissimi benefici in queste settimane.



S&P500





Posisione netta ancora molto corta per i non commercials che restano a -207329 contratti per l’sp, ma con leggere prese di beneficio la scorsa settimana anche grazie ad un quadro tecnico che vede nelle ultime battute della settimana timide prove ribassiste. Le quotazioni lasciamo i massimi di 4500 pnt per testare la mm21 daily il che potrebbe dare il via ad ulteriori allunghi ribassisti a 4340 e 4230 poi.



NASDAQ





Il Nasdaq vede forti posizioni corte per la settimana in analisi con ben 11784 contratti short il che porta la posizione netta a 5458 contratiti long

Anche in questa coso le quotazioni lasciamo i massimi di 15300 pnt per tentare primi timidi affondi verso la mm21 daily a 15050 pnt, livelli oltre i quali si potrebbe parlare di affondi ulteriori a 14690 pnt prima e 14200 pnt poi.



- COMMODITIES:


WTI



PALLADIO





NGAS




Il comparto commodities non premia i metalli che soffrono da un alto le possibilità di recessione per il secondo semestre 2023 e dall’altro rendimenti obbligazionari in ascesa.queste dimaniche si manifestano di più sui metalli industriali come il rame ed il palladio.


GOLD







Il gold gode dei movimenti ribassisti del dollaro usa visti venerdi, ma soffre d’altro canto gli elevati rendimenti obbligazioni, il che lascia le mani forti in posizione strutturale netta long a 163097 contratti e quotazioni che non superano per ora le prime resistenze a 1933.85 $, livello oltre il quale si potrebbe parlare di 1970 e 1984$




- OBBLIGAZIONARIO:



2YEAR



5YEAR


10YEAR



30 YEAR




In caduta libera le quotazioni del debito sovrano USA che vede in ovvia conseguenza l’esplosione a rialzo dei rendimenti , mentre le mani forti continuano a vendere scadenze brevi come mai prima di ora.


2Y

Il due anni tocca nuovi minimi nell’esposizione netta dei non commercials che arrivano a -1058426 contratti short, aggiungendo una nuova settimana di vendite nette. I rendimenti tornano a toccare il 5.08% massimi visti a marzo 2023. Anche il 5 anni prosegue la sua caduta con le mani forti che si spingono a -1029814 contratti netti corti , il che permette ai rendimenti di arrivare ai massimi di ottobre 2022 a 4.505%, chiara dunque la paura che manifesta il comparto obbligazioni, paura ancora on evidente sull’azionario ma che deve metterci in guardia dai possibili movimenti che ci attendono nella restante parte del 2023.



buon trading

Salvatore Bilotta

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