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 RUOTARE I PORTAFOGLI PER IL 2024

                                             LA STRADA DELLE MANI FORTI del  17.12.2023

                                                

                                                         

 



-CONTESTO

Sta per concludersi il 2023 e le ultime riunioni delle principali banche centrali hanno generato non poche sorprese, sebbene manchi ancora all’appello la BOJ, il quadro per il prossimo 2024 sembra essersi delineato ed i grandi investitori sembrano pronti ad effettuare aggiustamenti di portafoglio sulla base di quanto asserito dai banchieri centrali nell’ultima settimana.

L’era dei tassi alti più a lungo per sconfiggere l’inflazione sembra oramai passa per gli Stati Unito dove venti da colomba iniziano a soffiare nel board FED, mentre per l’Europa ed il regno Unito questa cambio epocale sembra più travagliato e degno di maggiore attesa, sebbene la massima prospettiva hawkish ora sembra collocarsi nelle valute oceaniche, e più in generale in Asia.

La FED si pone con prospettive accomodanti per il prossimo 2024, puntando a tagli tassi oltre il punto percentuale, fermo restando lo scenario di rientro dell’inflazione , condizione che se dovesse venire a mancare porterebbe subito la FED a rivedere i suoi piani. Il mercato del lavoro Usa resta ancora molto tonico, la domanda di mano d’opera supera di gran lunga l’offerta e questo non permette ai livelli di disoccupazione di salire a sufficienza per dichiarare con certezza che i prezzi non risaliranno nel prossimo futuro, ma le proiezioni sull’inflazione restano positive e le dovute pressioni politiche sulla FED portano i componenti del Board a più miti consigli… la FED indossa ali da colomba per il 2024.

La BCE e la BOE non sono dello stesso avviso, i toni assunti restano più cauti e i timori di un ritorno dell’inflazione nel prossimo futuro lasciano i presidenti delle due banche centrali molto più falchi di quando si potesse pensare prima della riunione. Il 2024 sia per UE che per UK rimarrà un anno di taglio balance sheet, lasciando invariato il programma di drenaggio liquidità previsto già lo scorso anno rendendo ancora più fermi i toni di aggressività della Lagarde e di Baily.

Il focus ora si sposta in Asia, con i paesi oceanici che sebbene abbiano adottato fino ad oggi toni meno aggressivi rispetto al loro passato, con modesti rialzi del costo del denaro per lottare contro l’inflazione, si trovano ora in una situazione di buon vantaggio, sia perché hanno ancora cartucce da porter usare contro un’eventuale vischiosa inflazione nel 2024 sia perché in caso di ripartenza veloce del ciclo economico mondiale sono rimase più elastiche e pronte a politiche accomodanti.

In ultimo , ma non per importanza manca ancora la riunione della BOJ a chiudere questo 2024, e le attese in questo caso sono molto alte, le ultime parole di Ueda spingevano per un’uscita dalle politiche a tassi negativi, il che permetterebbe una rotazione di portafoglio per gli istitutional che sono short yen da oramai 2 anni. Attendiamo ovviamente le conferme della prossima settimana per avere un quadro più chiaro e concreto possibile.

              

FOREX:

il comparto forex è la perfetta manifestazione di come le mani forti stiano ruotando le loro posizioni di portafoglio sulla base di quelle che possono essere le prospettive di politica monetaria sopra elencate per il 2024. Dando sempre meno peso al dollaro Usa, che oramai resta un asset di vendita e far spazio ad oceaniche e yen giapponese che potrebbero essere i veri driver per il  prossimo 2024, in attesa che Euro e Sterlina diano maggiori conferme di un’uscita dalla fase di tassi alti .

nella settimana appena trascorsa , ricordiamo che i dati sono stati elaborati prima delle dichiarazioni delle banche centrali, i non commercial hanno preso profitti sulla moneta unica, spostando liquidità sulla sterlina, ed effettuando pesanti ricoperture di posizioni corte sulle oceaniche e sullo yen giapponese, mentre si continua a vendere dollari USA.


EURUSD





I timori di possibili dichiarazioni dovish da parte della BCE hanno portato a ricoperture di posizioni long che si attestavano a 152360 contratti la scorsa settimana. I target non cosi lontani per l’inflazione in UE potevano essere valido motivo per la Lagarde per abbassare i livelli di guardia e mostrarsi più dovish, ma cosi non è stato! Sembra che la BCE si attenda ancora un ritorno di fiamma da parte dell’Inflazione prospettive di tagli tassi non sfiorano il board della BCE, pertanto gli attuali 147327 contratti netti lunghi potrebbero nelle prossime settimane riprendere a crescere, fermo restando una conferma di vischiosità da parte dell’inflazione in Europa.

Il quadro tecnico mostra un ritorno delle quotazioni alle porte di 1.10 per eurusd, ma ancora veniamo privati di break out rialzisti che possano confermare un nuovo trend rialzista degno di questo nome, pertanto monitoriamo i supporti a 1.0750-25 come baluardo di tendneza long, ma solo sopra 1.1025-50 potremmo parlare di allunghi verso i massimi di 1.12-1.13 figura,


GBPUSD





Proseguono gli acquisti sulla sterlina, con le mani forti che passano a 21581 contratti netti long ed un incremento per quattro  settimane consecutive delle posizioni lunghe. Sebbene l’economia UK sia ora sotto fortissima pressione da parte della BOE e delle politiche fiscali restrittive, i mercati sembrano aver già scontato questa prospettiva di forte rallentamento economico e la speranza che anni di sofferenza possano essere preludio ad una ripartenza senza fardelli da aprte dell’economia del Regno Unito ora sembra incoraggiare le mani forti.

Il quadro tecnico manifesta un buon trend rialzista, con massimi e minimi crescenti e primi supporti a 1.25 figura, ma il vero baluardo si pone a 1.2330-1.23 figura, sebbene solo la rottura rialzista di 1.28 potrebbe decretare accelerazioni verso i massimi di 1.3144-50

 

YENUSD





La vera rotazione di portafoglio si manifesta sullo yen dove i grandi investitori sembrano oramai credere in un cambio di politica monetaria da aprte della Boj dopo anni di tassi negativi e controllo della curva dei rendimenti. Le esposizioni nette corte che hanno dominato i mercati in questi 2 anni sembrano poter diventare un lontano ricordo , e questa settimana dominata da 23825 contratti netti lunghi, ha portato l’esposizione netta totale a soli -81131 contratti.

Il quadro tecnico di usdjpy oramai abbandona le aree di massimo precedente a 152 e i primi tagli della mm21 periodi indicano potenziali inversioni della struttura di lungo che potrebbe portare usdjpy ad affondi ben oltre 138 figura, attendiamo di fatto la riunione della BOJ della prossima settimana.

 

AUDUSD




Anche le oceaniche iniziano a riprendere interesse per le mani forti che trovano in questi asset la perfetta funzione di asset ciclico da investimento, con tassi di interesse che potrebbero generare interessanti swap positivi nel medio lungo periodo contro un dollaro in dirittura di arrivo. Le mani forti incrementano le ricoperture già iniziate 3 settimane fa, con altri 5341 contratti , e portano la posizione ultima a -52340 contratti short. Il quadro tecnico avvalora la stagionalità long di questi asset, con una ripartenza netta dai supporti di 0.6525 per portare le quotazioni ai break out dei massimi precedenti e mirare ora ad approdi a 0.6818 -25

 

USDCAD




Non da meno il dollaro canadese che si allinea al mood delle cosiddette commodities currencies, ed inizia ad attrarre gli interessi delle mani forti che portano a -55245 contratti la loro posizione short dopo ben 4 settimane di ricoperture di posizioni, sebbene la posizione netta resti per 55245 contratti netti short, la price action al momento conferma una forte direzionalità rialzista, tale da portare le quotazioni di usdcad al test di 1.3375, livello oltre il quale di potrebbe approdare a 1.3115-1.31 figura.


NZDUSD


Il dollaro neozelandese segue le dinamiche dell’australiano e del canadese con ricoperture long per 2962 contratti la scorsa settimana, dando conferme di stagionalità rialista e allunghi tecnici che ora trovano base sui supporti a 0.6175 prima e 0.61-0.6075 poi.

 

USDCHF




USD DOLLAR







 

S&P500




Il comparto azionario ancora in preda all’euforia, alimentata da un lato dalla classica stagionalità rialzista del famoso rally di natale, dall’altra dalla prospettiva di una FED super accomodante che parla finalmente di tagli tassi e con maggiore convinzione di quanto fatto lo scorso settembre. Sembra oramai consolidarsi l’idea che i mercati dovranno vedere ancora un 2024 di pieno bill market, e al netto degli storni fisiologici, che vedremo forse a gennaio, l’sp continua a salire.

Le mani forti restano cauto con posizioni nette ancora corte per 65083 contratti , in scia con un0idea di iper comprato che sembra ora pervade non pochi operatori e he il quadro tecnico mette ben in luce, ampliando il divario tra le quotazioni a 4768 pnt e la mm21 periodi a 4620 pnt primo livello supportivo, degno di essere ritestato.


NASDAQ




Sul nasdaq si prosegue la tendenza long, con posizioni nette lunghe per le mani forti che da sempre hanno prediletto il mondo tech, e che ora tengono posizione per 8104 contratti netti lunghi, con un quadro tecnico di netto rialzo che trova tuttavia resistenze sui massimi a 16900 pnt, mentre i supporti di breve si collocano a 16625 e 16434 e 16250 pnt


DOWJ


Da segnalare sul DJ una prima rilevazione netta long, con 3451 contratti ed una ricpertura di ben 48000 contratti nelle tre settimane appena trascorse, il che ci impone ulteriormente di monitorare questo asset.




 

RUSSEL

 

VIX

 

-          COMMODITIES:

Il comparto commodities , sebbene il dollaro USA abbia subito una pesantissima battuta di arresto e ora tenda ad un trend discendente ripido, non da spazio a rialzi per l’energy, ma da spazio solo al gold che continua a essere prediletto anche grazie al supporto di rendimento obbligazionari mondiali in caduta libera.


NATURALGAS



Il ngas lascia stabili le mani forti a -111617 contratti netti lunghi e sebbene la stagionalità di questo asset parli di forti rialzi le mani forti sembrano credere in un drastico calo della domanda globale, il che porta ad un trend di pura discesa, guidato perfettamente dalle medie mobili e da una seqiuenza di massimi e minmi decrescenti che pone ora le resistenze a 2.676-650 prima e e2.860 poi.


CRUDE OIL





Non da meno il wti che ora trova le mani forti a 151599 contratti netti lunghi dopo 10 settimane di sole vendite, che sono ora giunte a -17391 contratti la scorsa settimana mettendo ben in luce il credo di un ritorno a prezzi medi molto più bassi.

La price action ora ci mostra un buon trend discendente di medio lungo periodo che tuttavia trova ritest delle resistenze nell’ultima settimana a 72.34$. il fascio di medie rivolto a ribaasso conferma ancora la tendenza di lungo periodo , ma approdi alle resistenze seconde a 75$ non sono da escludersi sebbene possano essere viste come occasioni per ingressi in trend ribassista a prezzi più vantaggiosi.

 

SILVER







 

PALLDIO

 

GOLD

Sebbene l’ultima settimana abbia visto le mani forti ridurre di 15311 contratti la loro posizione netta long, il trend di fondo rimane fortemente rialzista e il contesto di dollaro debole e rendimenti obbligazionari in calo sembra ora essere un ottimo propellente per ulteriori rialzi che portebbero le quotazioni nuovamente verso i massimi di periodo oltre i 2080$. Resta un quadro tecnico rialzista che pone supporti a 1978$ e 2020$.


COPPER




2Y



Da notare come la proiezione di un’inflazione in calo , unita alla prospettiva di tagli tassi da aperte della FED stia lasciando cadere i rendimenti obbligazioni di breve scadenza, con l’ormai consolidata speranza di un soft landing per il 2024 non restano motivazioni per rendimenti alti su nessuna scadenza.


5Y


10Y


30Y


OI E CORRELAZIONI:



buon trading

Salvatore Bilotta

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